Biografia

Biografia

Un metro e trenta di neve nei campi e 15 gradi sotto zero, accompagnarono, sul calesse trainato da un cavallo, mia mamma Linda, dall’abitazione di Boschetto Ramoscello di Sorbolo, all’Ospedale Maggiore di Parma, alle 11.30 degli ultimi giorni del mese di gennaio, qualche anno dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una stanza del reparto Maternità e Infanzia, per la felicità di mamma Linda, papà Ferdinando e zio Alcide, venni alla luce. L’infanzia trascorsa a Ramoscello di Sorbolo tra prati di erba medica, campi di grano, pomodori e barbabietole; è stata serena: con gli amici e la stalla con tante mucche e l’adorata cavalla Stella. Dopo gli anni spensierati dell’infanzia è la volta della scuola elementare, iniziata e conclusa sotto la guida attenta della Maestra Emma Diotallevi Benecchi, soprannominata dagli alunni, “Tappina” per il suoi 149 centimetri di altezza. Fu lei ad iscrivermi, dopo tanta insistenza, ai famosi (per quell’epoca) corsi scolastici di avviamento serale e contemporaneamente cominciai a lavorare, come garzone, nel panificio Amadei. L’adorata “Tappina”, sapendo che amavo la musica, una domenica mi accompagnò dal Maestro Tullio Milan di Parma, per apprendere le prime lezioni di solfeggio. In seguito mi iscrissi al Conservatorio “A. Boito” di Parma, lasciato dopo tre anni, con tanto dispiacere da parte del maestro Milan, per iniziare a suonare nella mia prima orchestrina “THE KASBAS” che, dopo 2 anni, cambiò il nome in “I CLASSICI”, all’interno della quale io stesso componevo le musiche. per le nostre esibizioni. Fu solo l’inizio, perché in seguito scrissi anche canzoni per celebri interpreti della musica leggera italiana. Nel frattempo Cambiai occupazione: dal Panificio Amadei a quello di Bruno Pollastri con annessa pasticceria. A 19 anni decisi che, forse, era giunto il momento di spiccare il volo, aprendo una propria attività di panificatore con un socio, a Sorbolo Levante Re. Le mie notti erano suddivise tra Pane e musica, e la mia prima apparizione ad un concorso nazionale fu “7 Voci”, presentato dal grande Pippo Baudo. Ci classificammo al primo posto e quello fu il nostro trampolino di lancio, grazie, anche, alla trasmissione televisiva di RAI UNO che ci invitò a partecipare. Dopo il successo musicale fu la volta dei fiori d’arancio. Con la famiglia mi trasferii in un nuovo panificio, a Santa Maria del Piano nel Comune di Lesignano de’Bagni. Da quel momento cominciarono anche i miei primi successi musicali personali con l’assegnazione del primo Disco d’Oro, seguito negli anni a venire, da altri cinque d’Oro e quattro di Platino. Fece seguito un trasferimento, sempre per esigenze di lavoro, in un Panificio a Solignano di Parma. Con la nuova residenza anche il Gruppo musicale cambiò nome, “LE IDEE DEL TARO”, per interpretare un genere più melodico. Dopo un’attenta preparazione, durata qualche anno, si tornò a calcare la scena con Ivano Fossati, al Teatro Italia di Fornovo Taro.

In seguito conobbi un altro grande della musica Italiana Toni Verga, che divenne in seguito mio grande amico. Insieme a lui scrissi le musiche, che si sarebbero trasformate in grandi successi. Nel frattempo si intensificarono le nostre apparizioni in vari concorsi nazionali, oltre che sugli schermi di televisioni Private e di Stato. Negli anni a venire per esigenze discografiche, con diverse partecipazioni a concorsi musicali nazionali quali FREE SHOW ESTATE, FREE SHOW INVERNO, DISCO ESTATE, FESTIVALBAR, il nostro gruppo si moltiplicò per tre; QUELLI DELLA MELA, G. B. END, GIANNI E LE NUOVE IDEE. In tutte le manifestazioni potevamo esibirci alla pari con i “big” della musica Pop Italiana. Dopo anni musicalmente intensi, vissuti con i miei collaboratori decidemmo di riunire i tre gruppi in una unica formazione, GIANNI E LE NUOVE IDEE, proponendo ovunque la Musica Popolare Italiana.

Alle 16. 30 del 5 agosto 1987 ci fu la fine di una parentesi di vita e di una carriera musicale.

Il buio della notte durò fino al 1989. Da quell’anno, grazie anche alla professionalità degli operatori e dei fisioterapisti dell’Istituto Don Gnocchi di Parma, ricominciai a vivere una nuova vita. La musica rimase nel mio cuore come un bellissimo e piacevole ricordo, lasciando spazio, tuttavia, a nuove e interessanti attività come il calcio. Dall’inizio degli anni ’90, entrai a far parte del mitico Parma calcio, grazie al grande Patron Cav. Calisto Tanzi e il figlio Stefano, che mi diedero la possibilità di inserirmi in un mondo a me sconosciuto fino al quel momento. Decisi in seguito di fondare un Club di tifosi del Parma per essere più vicini alla squadra del cuore. Era il primo atto di una nuova avventura: quello dell’UNIPARMACLUB in the world, nato da un gruppo di amici e tifosi del Parma Calcio, il 3 gennaio 1996. Da allora sono alla guida come Presidente di questa Associazione mondiale, sviluppata in molti paesi europei e d’oltreoceano, soprattutto in America Latina. La bella storia di questa Associazione, non solo sportiva, ma anche volta a sostenere progetti umanitari, si può conoscere meglio nel sito ad essa dedicato: www.uniparmaclub.it. Contemporaneamente ricominciai a scrivere musica affidando il racconto del mio libro autobiografico” Andata e Ritorno dal Pianeta Acqua di Gianni Baga” allo scrittore Valentino Straser che ha magistralmente scritto e romanzato per poter fare conoscere meglio la mia esperienza di vita, vissuta in un’altra dimensione, nei 18 giorni del coma causato a seguito dell’incidente stradale sul lavoro. Il ritorno alla routine della vita reale non è stato facile, ho cercato con tutte le forze rimaste di adeguarmi anche se, con non poche sofferenze e difficoltà, per accettare una vita passata che non era più la mia, il tempo trascorse inesorabile e senza rispetto, per chi il tempo l’ha sempre rispettato, decisi così di ricominciare, scrivendo e componendo musiche e canzoni per capire se ero ancora la stessa persona del tempo passato, rendendomi subito conto che non ero poi così diverso dal passato: la mano scriveva, la mente pensava, rammentando sempre le parole che mi pronunciò San Giovanni Paolo II, dicendomi, puntandomi il dito della mano, che avrei ripreso a camminare, di non ascoltare ciò che i medici sentenziavano. Dopo non pochi sforzi, trascorsi 17 mesi, lasciai parzialmente la sedia a rotelle che, sempre secondo gli stessi, avrebbe dovuto essere la mia compagna di vita, subito dopo ripresi anche la patente di guida, sentendomi molto più autonomo, prima con qualche viaggetto, poi cominciai girare il mondo. Nel 1988 mi iscrissi Sede ANMIL di Parma, dopo diversi anni da associato, entrai nel 2010 a far parte come Consigliere del Consiglio Territoriale, per poi tornare nel 2014 dopo il primo mandato – nel nuovo Consiglio, nel quale mi è stato affidato l’incarico di Vice Presidente, della Sezione Territoriale di Parma. Nel Marzo 2014 mi sono recato ad Orosei in Sardegna come delegato per eleggere il nuovo Consiglio Nazionale ANMIL per il quinquennio 2014-2019 che ha visto la riconferma del Presidente uscente Franco Bettoni.

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